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L’Italia cerca goffamente di rendersi utile all’amministrazione Obama

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Secondo l’americano The Washington Times, il tentativo del ministro degli esteri italiano Frattini di aprire all’Iran, per quanto maldestro, “riflette gli sforzi dell’Italia di dimostrare la sua utilità all’amministrazione Obama” dopo la pessima partenza con l’imbarazzante “gaffe” di Berlusconi sul neoeletto presidente “abbronzato”.

ROMA – Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi, fedele alleato dell’ex presidente W. Bush, spera che i legami dell’Italia con l’Iran le diano un rinnovato prestigio con il successore di Bush; è quello che dicono qui gli analisti politici.

Il ministro degli esteri italiano Franco Frattini la scorsa settimana ha invitato la sua controparte iraniana, Manouchehr Mottaki, a prendere parte all’incontro del gruppo degli 8 paesi più industrializzati sull’Afghanistan nella città italiana di Trieste l’8giugno.

“Striamo prendendo per la prima volta seriamente in considerazione la possibilità di invitare l’Iran a rivestire il ruolo di positivo interlocutore per la stabilità della regione, ha dichiarato Frattini durante una visita nella provincia afgana di Herat, base della maggior parte del contingente italiano di 2300 soldati.

L’apertura italiana è stata in qualche modo eclissata dall’annuncio del Segretario di Stato Hillary Rodham Clinton, giovedì, che vuole un incontro multilaterale di alto livello sull’Afghanistan – per includere l’Iran – entro la fine di questo mese. Cionondimeno riflette gli sforzi dell’Italia di dimostrare la sua utilità all’amministrazione Obama così come il proprio interresse nella soluzione della crisi con l’Iran.

L’Italia è infatti il maggior partner commerciale dell’Iran in Europa con un commercio annuo di circa 7,5 miliardi di dollari. È anche il paese organizzatore del vertice del G-8 che si terrà in Sardegna a luglio.

L’ambasciatore italiano a Washington Giovanni Castellaneta dichiarò al Washington Times il mese scorso che i colloqui nucleari con l’Iran dovrebbero essere allargati al di là delle nazioni che sono state coinvolte nel passato – Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Russia, Cina e Germania. “Ci sono anche alcuni altri Paesi” che potrebbero esercitare pressione sull’Iran in modo efficace, ha affermato.

“Se si guarda a ciò che Roma può offrire in questo momento, credo che i legami dell’Italia con l’Iran siano, per il Dipartimento di Stato, più interessanti delle politiche sull’Iraq o sull’Afghanistan,” afferma Nina Gardner, presidentessa degli “Americans in Italy for Obama”.

Berlusconi è stato un fedele alleato della politica dell’amministrazione Bush sull’Iraq e si è arrovellato il cervello per trovare il modo di prendere il presidente Obama per il verso giusto, secondo Silvio Fagiolo, un ex ambasciatore italiano in Germania e presso l’Unione Europea.

“Adesso Berlusconi cercherà di creare un rapporto personale con Obama. è un seduttore con un gran senso dello spettacolo,” dice Fagiolo “Mi aspetto che in Sardegna metterà in scena qualche trovata particolare per corteggiare Obama”

Berlusconi aveva avuto con l’amministrazione Obama una partenza imbarazzante lasciandosi scappare durante una visita a Mosca la battuta che il presidente fosse “abbronzato.”

Secondo la Gardner la gaffe non comporterà danni durevoli.

“Obama è abbastanza grande da guardare avanti,” ha dichiarato al Times. “Lo so per certo dalla gente di Obama”

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Written by pierpaolocaserta

marzo 7, 2009 a 11:58 pm

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