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Italy’s Ciao hound

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barack_obama

“Tutti ne conoscono uno: il compagno del liceo che fa le orecchie da coniglio sulla testa della professoressa nella foto di classe. O lo zio sempre pronto a fare baldoria. Ebbene, anche l’Italia ne ha uno: il suo presidente del Consiglio.”

È la caustica istantanea scattata da Madeleine Johnson per il New York Post, che non può essere definito esattamente un “giornale di sinistra” (è, al contrario, di orientamento conservatore, ma una volta per tutte: all’estero nessuno crede che riscontrare i tratti buffoneschi del premier italiano sia una faccenda partitica, lo sconcerto è assolutamente bipartisan). Dopo l’incipit impietoso, ancorché terribilmente vero, l’articolo prosegue evocando l’ormai arcinota lista delle recenti “performance” berlusconiane, che risparmiamo anche per sopraggiunta noia. È invece interessante la questione che viene sollevata subito dopo:

“Il mondo può vedere Berlusconi come il leader più suonato d’Europa, ma per gli italiani, che lo hanno votato tre volte,la relazione è molto più complicata.”

Con questa enunciazione, che restituisce al berlusconismo la sua valenza di fenomeno culturale e non semplice avventura personale, l’analisi entra infatti nel vivo. Ecco alcuni passaggi significativi.

“Per molti italiani, Berlusconi è una figura che rassicura e che ispira. Nelle sue gaffe e nella sua volgarità vedono le stesse debolezze dell’italiano celebrate nei popolari film vacanzieri riproposti ogni anno. Con titoli come”Vacanze di Natale” o “Natale sul Nilo,” queste commedie raffigurato gag da bar e a sfondo sessuale (…). L’Italia è una società immobile, il cui establishment, che vede uno stretto intreccio tra politica e affari, ha subito pochi avvicendamenti, malgrado il boom economico dopo la seconda guerra mondiale e la violenta crisi degli anni ‘70. (…) Come self-made man, Berlusconi ha ispirato il sogno degli italiani di poter anche loro fare fortuna in un mondo dove le connessioni personali prevalgono sull’educazione, sulle competenze e sul duro lavoro. Stando così le cose, qual è il problema se si libera di qualche laccio legale che lo intralcia? Fa semplicemente parte del gioco. In ogni caso,molti, cinicamente,dicono che tutti i politici sono corrotti. Almeno lui,che è già l’uomo più ricco d’Italia, non ha bisogno di usare la sua carica per arricchirsi.”

La domanda successiva la conosciamo e anche nell’analisi della Johnson arriva puntuale: quali scenari si prospettano per l’Italia, con la reputazione internazionale che va sempre più a picco? Non molto allegri, suggerisce la giornalista, concludendo efficacemente:

“Allora, se Berlusconi è popolare in patria, cosa importa di quello che pensano all’estero giornalisti piagnucoloni e alcuni leader privi di senso dell’umorismo? In un mondo sempre più globalizzato potrebbe importare. Con un’economia poco competitiva e alcuni settori fondamentali in declino,l’Italia rischia la marginalizzazione. Con la sola eccezione del leader libico Gheddafi, i leader mondiali hanno confermato con lentezza l’invito di Berlusconi presso la sua villa in Sardegna dopo il vertice del G8 summit che l’Italia ospiterà a luglio.”

“Dopo tutto, il buffone della classe o lo zio divertente può anche far ridere, ma nessuno li vuole nel suo gruppo.”

Written by pierpaolocaserta

aprile 16, 2009 a 1:31 pm

2 Risposte

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  1. E’ una vergogna per ogni italiano intelligente avere un Presidente buffone come Berlusconi che ci rappresenta così male sia in Italia che al’estero.

    Adriana Bruschi

    aprile 16, 2009 at 1:54 pm

    • Sono pienamente d’accordo con A. Bruschi. Dopo l’apparizione di Berlusconi al talk show ‘Porta a Porta’ per difendere e giustificare agli ai cittadini Italiani dei problemi concernienti la sua vita privata,come stessimo tutti partecipando ad un setting del ‘Grande Fratello’, Io mi sento più che mai umiliato ed offeso.

      Alex Papa

      maggio 6, 2009 at 12:04 pm


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