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Immigrazione in Italia: è caos nel Mediterraneo

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In questi giorni sono molti, inevitabilmente, gli articoli della stampa internazionale sulla “svolta” dell’Italia in materia di immigrazione. Tra i più lucidi e puntuali, questo di The Economist, di seguito nella mia traduzione. (ppc)

Gli immigranti che arrivano dall’Africa per mare sono diventati una dolorosa spina nel fianco per il governo di Silvio Berlusconi, eletto sulla base della promessa di contenere “l’immigrazione clandestina”— un’espressione davvero non molto adatta in questi casi, dal momento che la speranza dei disperati passeggeri a bordo degli insicuri barconi provenienti dalla Libia è esattamente quella di essere salvati. Una volta sul suolo italiano, i migranti potrebbero richiedere asilo. I due terzi che non ottengono protezione si intendono rimpatriati. Ma poiché molti arrivano senza documenti, le autorità non hanno idea della loro provenienza. Cosi si vanno ad aggiungere al gran numero di immigrati che vivono in Italia senza permesso. E poiché non possono ottenere un lavoro legalmente, non è sorprendente che siano accusati di un numero sproporzionato di reati — che il governo, per altro, era stato eletto per tenere a freno.

Questa settimana la marina italiana era in procinto di incontrare la controparte libica per sorvegliare le coste libiche, aprendo l’ultima fase di un’operazione del governo tesa a chiudere questa pericolosa rotta d’ingresso nell’Unione Europea..Da allora, comunque, le misure che il governo ha già preso lo hanno posto in collisione con una quantità di organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite. Hanno anche diviso sia i sostenitori di Berlusconi che i suoi avversari.

Una settimana fa, un’imbarcazione italiana ha intercettato tre barconi pieni di immigrati. Invece di prenderli a bordo e portarli in Italia, li ha rispediti in Libia. L’accoglienza a desinazione era un punto di svolta, perche rappresentava il frutto di 12 mesi di lavoro diplomatico, finalizzato ad ottenere la collaborazione del leader libico Gheddafi. Ma il giubilo a Roma non è durato a lungo. Il governo è stato attaccato per non aver permesso ai migranti respinti di chiedere asilo. L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, António Guterres, ha espresso “grande preoccupazione”. È stato appoggiato anche dal segretario generale, Ban Ki-moon. La nuova politica è stata condannata dal Consiglio Europeo, da alcune ONG e, più sorprendentemente, da un uomo che dovrebbe essere il principale alleato di Berlusconi, Gianfranco Fini, fondatore di Alleanza Nazionale, partner nella coalizione di Berlusconi.

Cosa altrettanto sorprendente,  violenti respingimenti (di oltre 500 persone, per ora) è stato applaudito da alcuni esponenti del centro sinistra, i quali hanno appoggiato la pretesa del governo di essere legalmente intitolato a respingere gli immigrati se si trovano al di fuori delle acque territoriali italiane. Qualcuno ha osservato che, similmente, un governo di centro-sinistra aveva imposto il blocco ai porti albanesi negli anni Novanta “Sembra che l’Italia stia cercando di riscrivere la legge internazionale sui rifugiati” ha detto Bill Frelick di Human Rights Watch. “La Convenzione di Ginevra  del 1951 impegna I firmatari, compresa l’Italia, a non mandare un rifugiato in “territori dove la sua vita o libertà potrebbe essere minacciata”.  Secondo HRW ci sono evidenze che i migranti rispediti in Libia vengono imprigionati a tempo indeterminato, mentre alcuni hanno subito maltrattamenti. (…)

La credibilità di Berlusconi’soffre quando da l’impressione di essere anti-immigrati. Questa settimana il parlamento ha approvato una legge che stabilisce dure sanzioni per immigrati senza documenti e costi elevati per il permesso di soggiorno. Il 9 maggio Berlusconi ha criticato il concetto stesso di un’Italia multietnica. I politici dell’opposizione e alcuni vescovi hanno fatto presente che non e più tempo per aspirazioni di purezza razziale. La Caritas, un’associazione di beneficienza cattolica, ha detto che gli immigrati sono il 7% della popolazione italiana. Il commento di Berlusconi era probabilmente mirato ad assicurarsi il supporto degli elettori di estrema destra alle elezioni europee. Il pericolo è che molti delinquenti razzisti ora possano pensare di avere il tacito supporto del primo ministro.

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Written by pierpaolocaserta

maggio 15, 2009 a 8:38 pm

Una Risposta

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  1. Non sono contro gli immigrati, ma per una politica giusta: perchè non dividere i nuovi arrivati tra tutte le Nazioni dell’ONU in egual misura? Potrebbe essere un’idea….

    manu

    maggio 17, 2009 at 8:48 pm


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