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Gheddafi+Berlusconi
Rachel Donadio, “Qaddafi Pays a Business Call to Berlusconi”: The New York Times, 10/6/2009

Mercoledì l’Italia è venuta a patti con il suo passato colonialista in una conferenza stampa per certi aspetti surreale con due dei politici più coloriti del mondo, il primo ministro Silvio Berlusconi e il leader libico, il colonnello Muammar Gheddafi.

Il colonnello Gheddafi è giunto a Roma mercoledì per un viaggio di quattro giorni, una delle sue poche visite in occidente, da quando, nel 2003, sono state revocate le sanzioni economiche, dopo che la Libia aveva accettato di denunciare il terrorismo e pagare un miliardo e mezzo di dollari ai parenti delle vittime del volo Pan Am 103.

La sua visita arriva pochi mesi dopo che l’Italia ha convenuto di pagare alla Libia circa 5 miliardi di dollari a titolo di risarcimento, formalmente come clausola di un trattato teso a sanare le ferite coloniali, ma di fatto finalizzato ad agevolare gli affari e a contenere l’immigrazione illegale.

Con delle osservazioni piuttosto sconnesse, il colonnello Gheddafi ha elogiato l’Italia definendola“l’unico Stato colonialista” che ha “ripulito il suo passato dalle politiche espansioniste e colonialiste” Berlusconi, che è apparso ora annoiato ora esuberante, ha salutato “una nuova era di pace amicizia e collaborazione” tra i Paesi.

In uno dei meno notevoli episodi di colonialismo in Europa, l’Italia ha governato la Libia dal 1911 al 1943.

Poco prima,Berlusconi aveva accolto il Colonnello Gheddafi all’aeroporto romano di Ciampino dove il leader nordafricano è arrivato accompagnato dal suo seguito di guardie del corpo femminili, ormai un marchio di fabbrica, definite “Amazzoni” dai media italiani.

Nelle ultime settimane, lo stesso Berlusconi è stato nell’occhio del ciclone per il suo presunto seguito di donne, in particolare per la natura della sua relazione con una 18enne L’intenso monitoraggio è stato visto come uno dei motivi che è costato alla sua coalizione diversi punti percentuali alle elezioni per il Parlamento europeo dello scorso fine settimana, che in ogni caso ha vinto.

Mercoledì si è tornati di nuovo al punto.

Il colonnello Gheddafi è arrivato con una provocazione applicata su un risvolto della sua ampia uniforme militare, una fotografia in bianco e nero di uno dei leader della resistenza libica, Omar al-Mukhtar, impiccato dagli italiani nel 1931. “Questa impiccagione è come la crocifissione di Cristo per I Cristiani” ha dichiarato il Colonnello Gheddafi alla conferenza stampa. “Per noi questa immagine ha più o meno lo stesso significato della croce che alcuni di voi indossano”.

Ma l’Italia ha in menti obiettivi pratici. La crisi finanziaria ha portato alcune aziende italiane di punta, come l’Unicredit e l’ENI, a fare affidamento in misura crescente sulla Libia. Dunque, in cambio dei 5 miliardi di dollari a titolo di risarcimento che si aspetta di ricevere nell’arco di una ventina d’anni, la Libia fornirà all’Italia più petrolio agevolerà le aziende italiane che vorranno fare affari in quel Paese e metterà le aziende italiane “al primo posto” nelle gare per vincere appalti per le infrastrutture, come ha dichiarato Berlusconi.

Berlusconi ha inoltre elogiato la Libia per la stretta sull’immigrazione illegale.

Il Colonnello Gheddafi, da parte sua, ha rimuginato alcune osservazioni sul colonialismo e sull’immigrazione. Ha dichiarato che l’Italia dovrebbe cercare di comprendere “l’attrattiva dell’Europa” per molti africani. “Non hanno identità,” ha aggiunto. “Vengono dalla foresta, dicono, Al nord ci sono soldi, andrò in Libia, e da lì in Europa.’ ”

Attualmente presidente dell’Unione Africana, il Colonnello Gheddafi governa la Libia dal 1969. Le credenziali dispensate mercoledì durante la conferenza stampa lo definiscono come “il leader della rivoluzione.”

Non ha ricevuto esattamente l’accoglienza di un eroe. Dopo che i politici di sinistra hanno protestato contro l’inosservanza dei diritti umani da parte della Libia, il discorso del Colonnello Gheddafi ai senatori italiani è stato spostato in un vicino edificio .

Gli studenti hanno dichiarato il suo discorso previsto all’Università “La Sapienza” e anche la comunità ebraica ha rumoreggiato sulla visita del colonnello. Molti ebrei fuggirono in Italia dopo essere stati espulsi dalla Libia nel 1967, e molti di loro ancora chiedono la restituzione delle proprietà confiscate.

A Roma, il Colonnello Gheddafi ha piantato la sua tenda beduina in un parco pubblico, Villa Doria Panfili. Su sua richiesta, venerdì dovrebbe incontrare 700 donne italiane appartenenti al mondo degli affari e della cultura, un incontro organizzato dal ministero delle pari opportunità.

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Written by pierpaolocaserta

giugno 12, 2009 a 8:17 am

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