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I dimostranti chiedono il ritorno del presidente honduregno Manuel Zelaya

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HONDURAS

Fonte: The Guardian, 29/06/2009; autore: Rory Carrol

Ieri in Honduras dimostranti hanno eretto blocchi stradali nella capitale, Tegucigalpa, chiedendo il ritorno del presidente, Manuel Zelaya, ore dopo che era stato rimosso da un golpe militare.

Centinaia di persone, alcune delle quali indossavano maschere, e armate di bastoni, hanno eretto barricate vicino al palazzo presidenziale mentre i governi di tutta la regione condannavano il primo colpo di Stato militare in America centrale dalla fine della guerra fredda.

Ciò che è stato fin ora un golpe senza spargimento di sangue potrebbe ancora diventare letale.

La notte scorsa sono stati sparati colpi vicino il palazzo presidenziale ma non era chiaro chi stesse sparando e se ci siano stati feriti.

Ieri mattina i soldati hanno sequestrato Zelaya, che erra in pigiama, e lo hanno portato in aereo nel vicino Costa Rica.

Il 56enne presidente, che è apparso scompigliato ma calmo, ha affermato di essere stato espulso “da oligarchi di destra” e ha promesso di ritornare in Honduras.

Zelaya, che è stato in carica dal 2006, è stato estromesso dopo essersi scontrato col potere giudiziario, con il congresso e con l’esercito, per aver proposto delle modifiche costituzionali che avrebbero permesso al presidente di ottenere la rielezione.

Gli Stati Uniti e l’Unione Europea si sono uniti ai governi dell’America Latina nel denunciare il colpo di Stato.

In Honduras, comunque, l’establishment si è stretto intorno all’azione dell’esercito.

Il Congresso ha nominato un presidente ad interim, Roberto Micheletti, che ha annunciato un immediato coprifuoco per le notti di domenica e lunedì. Il principale tribunale del Paese ha detto di aver autorizzato la caduta del presidente.

Le proteste a Tegucigalpa sono state di piccolo conto, ma i civili ribelli hanno gridato insulti  alla volta dei soldati che occupavano il palazzo presidenziale. Molti honduregni che sono profondamente divisi su Zelaya, sono rimasti a casa.

Il leader deposto avrebbe dovuto incontrare oggi gli alleati di sinistra in Nicaragua per un vertice d’emergenza, che verosimilmente sarebbe stato dominato dal mentore di Zelaya, il presidente venezuelano Hugo Chávez.

Chávez ha messo le truppe venezuelane in allerta e ha giurato di fare tutto ciò che si renderà necessario pur di restaurare il suo alleato che secondo lui potrebbe essere stato estromesso per mano di Washington.

Gli analisti, comunque, hanno espresso dubbi sul fatto che egli abbia davvero la volontà o la capacità necessarie per un intervento militare.

Il presidente americano, Barack Obama, ha preso le distanze da qualsiasi coinvolgimento nel colpo di Stato.

“Qualsiasi tensione o controveria esistente deve essere risolta pacificamente attraverso il dialogo, senza alcuna interferenza esterna- ha dichiarato Washington ha anche detto di riconoscere solo Zelaya come presidente.

Honduras, un esportatore molto impoverito di caffè, tessuti e banane, è stato politicamente stabile dalla fine del  governo militare nei primi anni Ottanta. È stato un solido alleato di Washington nella Guerra fredda e ancora oggi ospita una base militare americana.

Zelaya, un ricco e brillante proprietario terriero,  è stato eletto in qualità di conservatore ,ma negli ultimi due anni ha abbracciato il “socialismo del 21esimo secolo” di  Chávez.

Era popolare tra molti dei poveri honduregni, ma il suo indice di approvazione complessivo era sceso al 30%.

La scorsa settimana, Zelaya aveva provato a buttare fuori il comandante in capo delle forze armate, General Romeo Vasquez, a seguito di una controversia per il tentativo di far tenere un referendum non ufficiale per modificare la costituzione e consentire di estendere il mandato presidenziale oltre un singolo mandato di quattro anni.

Per la costituzione così come essa è, Zelaya avrebe dovuto lasciare l’incarico all’inizio del 2010.

La corte suprema, che la settimana scorsa gli aveva ordinato di reintegrare Vasquez, ha dichiarato ieri di aver detto all’esercito di rimuovere il presidente.

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Written by pierpaolocaserta

giugno 29, 2009 a 9:08 am

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