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Il G8 è datato, la sua formula va ampliata

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g8aquila

Tra i molti commenti che si leggono sulla stampa internazionale sul G8 appena concluso, mi pare che il seguente, tradotto dalla versione online in inglese della russa Pravda, colga nel segno.

(…) È successo che il vertice del G8 si è trasformato nel vertice dei leader di circa 40 tra Paesi e istituzioni internazionali. La partecipazione dei principali Paesi in via di sviluppo al vertice è ormai una consolidata tradizione. I leader di Cina, India, Brasile e Messico prendono regolarmente parte a questi incontri. Ovviamente, è impossibile risolvere le questioni relative all’ordine del mondo attuale senza questi Paesi.

Come possono i leader del G8 discutere le questioni relative alla crisi mondiale senza tener conto che le economie cinese e indiane stanno crescendo più rapidamente che in qualsiasi altra parte del mondo? Come possono discutere la soluzione del problema mediorentale senza l’Egitto, il più grande Paese del mondo arabo? Come possono parlare del programma nucleare o della Corea del Nord, senza la Corea del Sud?

Le questioni economiche non sono separabili dai problemi politici.(…). In questo modo, accade semplicemente che i precedenti incontri di soli otto leader mondiali in rappresentanza delle otto economie più sviluppate al mondo, siano diventati datati. È necessario cambiare la formula del summit?

Secondo Ivan Rodionov, un professore della russa Higher School of Economics, allargare la formula del vertice del G8 è stata una decisione corretta.

Il sistema economico mondiale, che si è venuto a creare nel 1946, necessita di essere modificato. Il gruppo dei Sette – Stati Uniti, Canada, Giappone, Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia si è affermato durante gli anni Settanta e Ottanta. La Russia si è unita al gruppo negli anni Novanta, dopo il collasso dell’URSS.

“La crisi economica mondiale fornisce una valida ragione per cambiare la struttura degli incontri del G8. Che ruolo avrà la Russia nel sistema economico mondiale? Molti economisti si riferiscono all’associazione dei Paesi BRIC – Brasile, Russia, India e Cina – semplicemente come BIC, senza la Russia. Credono dunque che l’influenza dellai Russia nell’economia mondiale sia irrilevante. In aggiunta, l’economia russa si basa sulle materie prime. Pertanto, la Russia non mostra una grande influenza sulla situazione economica mondiale, ma semplicemente la segue.

“Il governo russo è consapevole del problema, e sta cercando di risolverlo. Per lo meno, il governo sta cercando di fare qualcosa per cambiare la struttura dell’economia russa e renderla più innovativa. C’è speranza che riusciremo infine a ridurre la preponderanza economica dell’elemento carburante, per essere in grado di raggiungere I giganti economici mondiali,” sostiene l’esperto.

Sergey Balmasov e Vadim Trukhachev su Pravda.Ru

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Written by pierpaolocaserta

luglio 12, 2009 a 9:14 am

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