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La mancanza di un’opposizione seria è un’ancora di salvezza politica per il premier italiano immerso nello scandalo

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Chi ha paura di Silvio Berlusconi?
Geoff Andrews su Open Democracy

(…) Il trattamento [dei recenti scandali sessuali che hanno coinvolto Silvio Berlusconi, N.d.T.] conferma ciò che nel mondo sta diventando sempre più evidente: che Silvio Berlusconi governa su un regime.

L’emittente pubblica Rai è direttamente sotto il suo controllo e rifiuta di discutere lo scandalo; lo stesso Berlusconi possiede la maggior parte delle altre reti televisive. Le conseguenze per la democrazia italiana, e per la credibilità dell’Italia all’interno dell’Unione Europea, sono oggi motivo di grave preoccupazione (vedi “Berlusconi’s scandal, Italy’s tragedy”, 29 giugno 2009).

Gli unici canali di informazione seria per I cittadini italiani sono La Repubblica e L’Espresso (entrambi di proprietà dello stesso editore), insieme a un altro paio di quotidiani di grande tiratura. La stampa estera – e in particolare quella britannica – ha invece fornito una discussione sostenuta della questione.(…)

Un vuoto molto profondo
Due recenti eventi sottolineano l’inesistenza di una vera opposizione in Italia. Il primo è un appello a pagina intera posizionato il 9 lluglio 2009
sull’autorevole quotidiano internazionale Herald Tribune da Antonio Di Pietro(…)

Il secondo è l’annuncio del 12 luglio da parte del comico e blogger Beppe Grillo – un aspro e inflessibile critico della corruzione al cuore della classe politica italiana – della propria candidatura alle primarie per eleggere il nuovo leader del Partito Democratico. Questa “provocazione” è stata ridicolizzata da alcuni esponenti del partito, i quali tuttavia hanno compiuto immediati sforzi per impedire a Grillo di acquisire la tessera del partito.

Le critiche di Beppe Grillo, rivolte sia la potere di Berlusconi che all’impotenza dell’opposizione, hanno colpito una corda viva di molti italiani. Molti altri non lo vedono come una figura seria, ma la sua forte influenza è segno del profondo vuoto nel corpo politico.

Presi insieme, questi sviluppi illuminano sul lungo declino della Sinistra italiana, – a partire dalla fine della Guerra Fredda, e soprattutto dopo la crisi di Tangentopoli – incapace di condurre l’Italia verso verso quella stabilità democratica che la “seconda
repubblica” aveva promesso.

Al contrario, per un crudele paradosso il maggior beneficiario di tangentopoli È stato l’intimo amico e protetto di Bettino Craxi – il premier italiano (socialista) che fu prima rovesciato dagli scandali di corruzione e poi costretto all’esilio: Silvio Berlusconi stesso (vedi l’analisi magistrale di Perry Anderson su questo periodo e sulle sue conseguenze).

Fonte originale qui

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Written by pierpaolocaserta

agosto 1, 2009 a 4:49 pm

3 Risposte

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  1. Geoff Andrews: l’articolo è una miscela di verità, talora serie(purtroppo per noi), talora banali e di stupidaggini, luoghi comuni della “gauche caviar”. due esempi:
    -Espresso e Repubblica sono seri per qualcuno, non “per gli Italiani” i quali sanno che come “il giornale non è credibile perché proprietà di Paolo Berlusconi, cosìEspresso e Repubblica, essendo proprietà di Carlo Debenedetti cui S. Berlusconi ha sottratto, sembra in modo poco pulito la Mondadori,sono credibili come “il Giornale”

    – Craxi non è stato costretto all’ esilio, ma è stato un contumace, fuggito dall’ Italia per evitare il carcere che un tribunale italiano gli aveva inflitto.
    Distinti saluti Aldo Roatta

    Aldo Roatta

    agosto 2, 2009 at 5:16 pm

    • Caro Aldo,

      Anzi tutto grazie per il commento.

      – Su Repubblica vs. Il Giornale. Sono in disaccordo. Ritengo infatti che La Repubblica sia un buon gionrale, il Giornale no. Credo sia del tutto ovvio ammettere, a meno di non essere ingenui o in cattiva fede, che ogni giornale riflette, almeno in qualche misura, interessi di parte. Anche la verità, nell’unico senso che ci sia rimasto possibile, quello di verità storico-contingente, è “di parte” (perché le cose sono in un modo piuttosto che in un altro). Il Giornale lavora alacremente per occultarla e per sovverire la realtà. La Repubblica, invece, fa quello che un giornale dovrebe fare: chiedere al potere di dar conto del proprio operato; non a caso è molto aprezzata dalla stampa inglese.

      – Su Craxi. Qui è colpa mia. Nell’articoloo originale il passaggio è questo: “(…)Craxi, the (socialist) Italian premier whom the corruption scandal toppled and then drove to seek exile”. Forse la mia scelta di traduzione non è ineccepible, comunque era da leggersi “costretto” dagli eventi.

      pierpaolocaserta

      agosto 3, 2009 at 7:42 am

  2. […] Leggi tutto su Stampa Estera… […]


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