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La giustizia può essere alquanto scomoda

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Berlusconi_The Economist

Fonte: The Economist, 08/10/2009

Articolo originale qui

DUNQUE non ha funzionato. Il 7 ottobre la corte costituzionale italiana ha respinto l’ultima ambizione di Silvio Berlusconi di mettersi al di sopra della legge. I giudici hanno votato in nove contro sei per l’incostituzionalità dell’immunità fatta passare lo scorso anno. Non avrebbe protetto dalle azioni giudiziarie soltanto il primo ministro, ma anche il presidente della Repubblica e i presidenti di entrambe le Camere del Parlamento. I giudici hanno deciso che tale passaggio richiede una modifica costituzionale e non una semplice legge. Una precedente legge sull’immunità era stata respinta dallo stesso tribunale nel 2004.

Il primo ministro ha a lungo proclamato di essere vittima di un complotto da parte di esponenti di sinistra della magistratura. Secondo questa lettura, l’immunità era necessaria per proteggersi da nemici che altrimenti avrebbero potuto sovvertire la volontà dell’elettorato. Usando le parole del ministro della difesa, Ignazio La Russa, il rigetto della legge sarebbe stata “una decisione politica, più che una decisione giudiziaria”. La corte costituzionale si è voluta aggiungere alla lunga lista berlusconiana delle istituzioni italiane sovversive. Si tratta di un “organo politico”, ha dichiarato, con 11 esponenti di sinistra. Alcuni dei suoi alleati gli hanno suggerito di replicare convocando delle elezioni anticipate. Berlusconi non sembra essere tentato dall’idea, e ha anzi dichiarato che il suo governo tirerà avanti.

Nonostante i suoi problemi con la legge, Berlusconi ha governato l’Italia ancora per due anni dopo che la sua precedente legge per garantirsi l’immunità era stata respinta. Questa volta affronta due processi, nessuno dei quali può sortire altro effetto che quello di imbarazzarlo. Nel primo è accusato di corruzione. Il suo difensore David Mills, un avvocato britannico, è stato condannato per aver preso la tangente, che secondo quanto stabilito dal tribunale proveniva da Berlusconi. Ma poiché le accuse sono state fatte cadere a causa dell’approvazione dell’immunità, l’azione giudiziaria dovrà ripartire da zero. Sarà probabilmente regolato da una legge sulla prescrizione prima che sia raggiunto un verdetto. In un secondo processo, per evasione fiscale, le procedure erano state sospese e può essere ripreso immediatamente.

(…) La decisione della corte aggraverà i recenti problemi di Berlusconi, che è politicamente molto più debole di quanto non fosse pochi mesi fa. É una figura centrale, sebbene non un sospetto, in un’indagine della procura di Bari per prostituzione e traffico di droga. Il principale sospetto, un uomo d’affari locale, è sotto indagine per aver fornito circa 30 donne per le feste presso la residenza del primo ministro dove alcune hanno trascorso la notte e si presume che siano state ricompensate per farlo. Berlusconi nega di essere a conoscenza che fossero a pagamento.

Il 3 ottobre un giudice di Milano ha deciso che il gruppo Fininvest di Berlusconi deve pagare danni per 750 milioni di Euro per aver corrotto un giudice, nel 1991, allo scopo di ottenere il controllo di Mondadori, la maggiore casa editrice italiana. L’avvocato della Fininvest, Cesare Previti, è stato condannato due anni fa per aver comprato quella sentenza. Il giudice che ha riconosciuto il danno e ha detto che Berlusconi era corresponsabile della corruzione.

(…) La teoria della cospirazione della destra trasforma in un forza ciò che dovrebbe essere una debolezza: più il primo ministro viene accusato, più appare perseguitato. Molti italiani ci credono. Questa è la vera tragedia del tempestoso approdo di Berlusconi alla politica. Molti italiani ora dubitano della buona fede di un’istituzione, la magistrature, la cui imparzialità è essenziale al funzionamento della democrazia. Dopo la decisione del tribunale Berlusconi ha dichiarato che non poteva fare altro che accettarla, ma anche definito i suoi processi come “autentiche farese” e ha promesso di dimostrare che quei giudici sono tutti “bugiardi”. E ha lasciato intendere che il suo prossimo obbiettivo potrebbe essere quello di modificare la composizione della corte in modo che non debba sollevare motivi di preoccupazione sul “corretto equilibrio tra i poteri dello Stato”. Questo modo di parlare è azzardato, persino pericoloso.

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Written by pierpaolocaserta

ottobre 15, 2009 a 6:09 pm

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