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L’aggressione a Berlusconi e quanto ne è seguito evidenziano la polarizzazione della società italiana

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Riprendo ad aggiornare StampaEstera dopo una lunga pausa e ripartiamo, com’é inevitabile, dai commenti della stampa estera sull’aggressione subita dal premier Silvio Berlusconi e dalla sua strumentalizzazione e dal “dibattito” politico che ne sta seguendo. Ne emerge l’assurdità di un Paese che sembra essere diventato un’arena nella quale si scontra chi è pro e chi è contro Silvio Berlusconi  (come se, aggiungo io, la ferma condanna dell’atto di un singolo scellerato rivolto alla persona Berlusconi non dovesse essere del tutto compatibile con un’opposizione politica più incisiva). L’accento è dunque sulla politica divisa, ma anche sulla società sempre più polarizzata.

Così il tedesco Der Spiegel in un articolo firmato da Josh Ward, secondo il quale  l’aggressione al primo ministro avvenuta il 13 dicembre a Milano ha portato gli italiani a riflettere “su quanto sia diventata divisa la politica nel loro Paese”.

Un’analisi, quella che evidenzia la visibile polarizzazione della società italiana, che in realtà accomuna molta stampa tedesca; sui giornali di martedì, ricorda Ward, i commentatori tedeschi hanno visto l’attacco come una spia angosciante di quanto siano precipitati in basso la politica e il discorso pubblico in Italia.

Der Spiegel riporta in particolar i commenti apparsi su due quotidiani nazionali di opposto schieramento:

Il Süddeutsche Zeitung, giornale di centro-sinistra, ha scritto:

“Al momento sappiamo che quello che è successo a Milano è stato l’atto relativamente spontaneo di un uomo mentalmente malato che ha agito da solo. Analogamente, non esiste alcuna evidenza che il tenore del dibattito politico ne suo Paese lo abbia incoraggiato nella sua esplosione di violenza.”

“Cionondimeno, l’atto di quest’uomo ha ancora una volta innescato una discussione sullo Stato del conflitto politico in Italia. Il clima politico si è surriscaldato – e questo è soprattutto colpa di Berlusconi. E questo non solo perché la sua personalità è fortemente polarizzante. È anche perché ogni qual volta si sente sotto pressione –  e questo accade attualmente su più fronti –attacca I suoi avversari e le istituzioni dello Stato con parole molto taglienti, che fanno infuriare molte persone. Recentemente si è spinto al punto di dire che ci potrebbe essere una ‘guerra civile’ se certe riforme giudiziarie (molto importanti per lui) dovessero fallire. Nonostante ciò, sarebbe inappropriato affermare a questo punto che il primo ministro stesso deve essere biasimato per essere stato attaccato.”

Il conservatore Die Welt invece, ricorda Ward, ha così commentato:

“L’uomo che ha gravemente ferito il primo ministro italiano è stato sottoposto a trattamento psichiatrico per 10 anni. In questo senso si potrebbe archiviare il suo gesto come quello di un folle e domandarsi semplicemente in cosa abbia fallito la sicurezza di Silvio Belrusconi. Ma in realtà – è questo è un aspetto condiviso da molti commentatori italiani orientate sia a destra che a sinistra—questo atto rappresenta il culmine della crisi politica italiana. È l’espressione del clima d’odio che ha caratterizzato il conflitto politico nel Paese ormai per qualche tempo e che ha scisso l’ambiente politico, che è peggiore di quanto non sia mai stato, in due schieramenti inconciliabili”

“Entrambi gli schieramenti hanno giocato la loro parte nell’avvelenare l’atmosfera. Negli ultimi anni la sinistra ha raramente perseguito qualunque altra questione altrettanto intensamente come la demonizzazione del suo rivale. Berlusconi. E, per anni, nel contesto dei suoi problemi legali, il primo ministro e I suoi seguaci non hanno dimostrato a  pubblici ministeri, giudici e in alcuni casi anche al presidente il rispetto che meritano in quanto rappresentanti delle istituzioni  giuridiche e democratiche. In ogni caso, questo naturalmente, non rende giusto in nessun caso attaccare violentemente il primo ministro.”

Questo, peraltro, osserva il quotidiano conservatore, senza che i più urgenti problemi del Paese siano stati in effetti affrontati, pertanto “la classe politica del Paese” dovrebbe sfruttare la convalescenza del cavaliere  per “riflettere su come moderare i toni del discorso pubblico”. Se questo non dovesse accadere, “la prossima mente instabile potrebbe presto trasformare in azione parole colme d’odio. Il motivo di speranza è che le ferite del primo ministro non sono minacce per la vita. Ma questo allarme sarà ascoltato e capito”

Sullo stesso registro, passando alla stampa inglese, anche il Daily Telegraph, che scriveva: “nella maggior parte dei Paesi, un serio assalto al primo ministro sarebe stato universalmente condannato. In Italia, mentre molti dirigenti del mainstream e commentatori hanno espresso simpatia, altri hanno approfittato dell’occasione per accrescere ulteriormente la tensione in quella che è già una società avvelenata e polarizzata”.

Ieri John Hooper scriveva su The Guardian – quotidiano da sempre critico verso l’operato politico del cavaliere, che già aveva parlato di “politica alla puttanesca”, riferendosi soprattutto all’uso politico-mediatico dell’aggressione da parte del cavaliere e di alcuni esponenti del PdL – che l’attentato ha permesso “ai sostenitori di Berlusconi di portare i loro avversari sulla difensiva e dare al primo ministro il suo primo vero sospiro di sollievo in otto lunghi mesi.”

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Written by pierpaolocaserta

dicembre 21, 2009 a 3:41 pm

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