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L’ascesa del razzismo italiano

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Lo sfondo della campagna ‘White Christmas’ per scovare gli immigrati illegali è la crescente marea di xenofobia in Italia

Tana de Zulueta su The Guardian, martedì 22 dicembre 2009

Non tutti gli italiani sono bianchi, e nemmeno tutti i parlamentari italiani. Jean Léonard Touadi è nato nella Repubblica Democratica del Congo ed ha vissuto e lavorato in Italia per la maggior parte della sua vita. È un uomo colto, e avrebbe preferito non essersi trovato nella condizione di dover commentare ogni giorno la marea montante della retorica politica xenofoba italiana – e, inevitabilmente, gli attacchi razzisti che ne sono seguiti. Ma quando il diciannovenne Abdul Salam Guibre, nato in Italia, è stato bastonato a morte nei pressi della stazione di Milano, lo scorso anno, era troppo preoccupato per trattenersi: “È un clima che ricorda Mississipi Burning,” disse. Questo è lo sfondo della piccola orribile trovata pubblicitaria escogitata dal sindaco della città di Coccaglio: chiamando “White Christmas” una campagna di controlli della polizia municipale presso le abitazioni dei lavoratori immigrati allo scovare quelli i cui permessi di soggiorno potrebbero essere scaduti. Come se le strade di Coccaglio, che oggi ospita una considerevole comunità di immigrati, dovessero essere ricondotte a più pallide tonalità di pelle raccogliendo quei pochi che sono rimasti oltre i limiti di tempo e spedendoli a passare il Natale in un centro di detenzione. La campagna si chiuderà il 25 dicembre. Di fronte a un giornalista britannico che aveva girato in lungo e in largo questa piccola e ricca città per capire come un politico possa lanciare oggi in Italia una provocazione talmente grossolana, il sindaco, Franco Claretti, un esponente del partito della Lega Nord, ha affermato che il nome della campagna era stato uno scherzo dei media. Uno scherzo, si deve dire, del quale si è compiaciuto. Il sindaco sostiene di star semplicemente applicando le nuove leggi italiane sull’immigrazione, secondo le quali i non residenti nell’Unione Europea che perdono il lavoro hanno soltanto sei mesi per trovare un altro datore di lavoro oppure perdono il diritto di restare. Egli ha il sostegno del ministro italiano dell’Interno, Roberto Maroni, un altro membro della Lega, che ha espresso apprezzamento per l’approccio pragmatico degli amministratore di Coccaglio. Oggi in Italian non esiste alcuna seria condanna dell’uso del linguaggio razzista. Umberto Bossi, ministro per le riforme e fondatore della Lega Nord, ha chiamato i migranti africani “bingo-bongo”. Il primo ministro, Silvio Berlusconi, è parso competere con la Lega Nord quando ha osservato, all’inizio di quest’anno che le strade di Milano gli ricordavano quelle “di una città africana”. E, come sappiamo, Berlusconi non ha soltanto allegramente (e in modo imbarazzante) definito il nuovo presidente degli Stati Uniti “abbronzato”, ha anche rincarato la dose, quest’anno, al suo rientro da una visita alla Casa Bianca, affermando che “anche la moglie del presidente è abbronzata”, suscitando le allegre risate dei suoi sostenitori. Eravamo all’apice degli scandali sessuali dell’estate scorsa e Berlusconi era stato tenuta a distanza da una cauta Michelle Obama: la quale dopo aver baciato chiunque altro, compreso Gordon Brown, si è contenuta in una stretta di mano con il primo ministro italiano. La folla di casa sapeva cosa intendesse Berlusconi: meglio, nelle circostanze, non essere baciati, e si mise a ridere. L’Italia, insieme alla Spagna,ha una delle popolazioni di immigrati che crescono più rapidamente in Europa. I non italiani contribuiscono per un buon 5% al PIL del Paese. Malgrado ciò non sembra che i politici del Paese, e in verità nemmeno i media nazionali, si preoccupino di conciliare la mentalità nazionale con le nuove realtà del 21esimo secolo. Con alcune eccezioni. Per esempio, in risposta al “White Christmas” piuttosto sinistro di Coccaglio, la città di Sassari, in Sardegna ha annunciato il suo “black and white Christmas”, un festival di musica religiosa europea ed africana. In Italia, sia nelle abitazioni che negli edifici pubblici, come anche nelle chiese, il presepe è frequentemente usato come alternativa all’albero di Natale. Proprio sulla strada per Coccaglio, a Verona, è stata invitata la stampa quando quando il procuratore capo con orgoglio ha mostrato alcune delle figure scure del ” presepe nero” del tribunale locale. Non c’é stato bisogno di spiegare. Come hanno osservato I vescovi locali e alcuni blogger, gli stessi Giuseppe e Maria erano immigrati che cercavano rifugio prima di trovare riparo nella stalla.

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Una Risposta

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  1. Difendere la propria Terra dagli invasori (immigrati) e dagli occupanti (Italiani) non è razzismo bensì patriottismo.

    Lombardia Libera

    Paolo Sizzi

    settembre 15, 2010 at 12:47 pm


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