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Caveat imperator

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Silvio Berlusconi potrebbe sopravvivere all’ultimo squallido scandalo che rischia di inghiottire la sua leadership. E tuttavia, anche se sarà così, è impossibile evitare la conclusione che il sistema che presiede è marcio dall’interno. In Italia la cosiddetta Seconda Repubblica, nata nel 1992, quando gli scandali di corruzione di tangentopoli hanno spazzato via una generazione di politici venali, ha dato all’Italia la possibilità di riformare il suo sistema politico per metterlo al servizio dei cittadini piuttosto che dei suoi partiti politici. Mentre il governo italiano oscilla tra una crisi personale di Berlusconi e quella successiva, è chiaro che questo esperimento lungo 18 anni è fallito.

Sul piano della politica interna la promessa del 1992 ha lasciato il posto alla paralisi. La stagnazione politica del’Italia è da tempo il principale ostacolo al successo economico: è stato il motivo per cui i leader del Paese non hanno saputo cogliere l’opportunità di riforma economica offerta dall’adozione dell’euro.

Lo stallo ha raggiunto la sua apoteosi con Berlusconi. Ha avuto bisogno di cinque mesi per sostituire il suo ministro dell’industria, che si è dimesso a maggio a causa di uno scandalo sulla proprietà. Questo non soltanto ha mandato le imprese su tutte le furie, ma ha bloccato alcune decisioni relative al settore nucleare in Italia. La riforma del sistema giudiziario del Paese, piuttosto lento, è stata pilotata dai tentativi di Berlusconi di sbarazzarsi di finsidiose azioni legali. La fusione tra interesse privato e pubblico è esattamente ciò che la catarsi del post-1992 doveva eliminare.

A livello internazionale, la faziosità della politica interna in Italia ha condotto all’emarginazione del Paese. Significativamente, la relazione Lamassoure, che taglia la rappresentanza italiana al Parlamento europeo, è stata concordata in assenza dei delegati italiani, che erano impegnati a spegnere l’incendio dei problemi interni.

A causa della sua modesta influenza a Bruxelles, L’Italia ha smesso di cercare di modellare una linea politica: la direzione della zona euro è determinata dall’asse franco-tedesco, e quella dell’Unione europea da questi due paesi con l’aggiunta del Regno Unito. Al di là dell’Europa è la stessa storia. Barack Obama ha molto meno tempo per l’Italia di quanto ne avesse George W. Bush, nonostante il dispiegamento di forze in Afghanistan da parte di Roma.

La frattura della coalizione che ha permesso a Berlusconi di governare l’Italia per sette degli ultimi nove anni è l’occasione per far intraprendere all’Italia una nuova direzione. Ora è il momento per tutti di riflettere su come rilanciare la politica moribonda del paese. Non esiste una cura semplice per il malessere. Si richiede una leadership politica, che è stato offerta per un tempo penosamente breve. Questo deve cambiare. Ma la condizione preliminare per qualsiasi rinnovamento politico è chiara – Berlusconi deve essere sostituito

Fonte: Financial Times

Articolo originale qui

Written by pierpaolocaserta

novembre 4, 2010 a 7:20 pm

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