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Parigi e Berlino: l’intesa impossibile

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Questo articolo tradotto da Le Monde mi sembra utile anzi tutto perché mostra che l’asse franco-tedesco non è affatto granitico come non poca informazione in Italia si sforza di rappresentarlo (ppc).

Parigi e Berlino: l’intesa impossibile

Arnaud Leparmentier e Philippe Ricard  (da Bruxelles)

Traduzione di Francesca Gallo

Nessuna apertura decisiva tra Nicolas Sarkozy e Angela Merkel per salvare l’euro e riformare i trattati dell’Unione Europea prima del discorso di Tolone del Capo dello Stato di giovedì 1 dicembre e quello del cancelliere  l’indomani.  Questa è la previsione dell’Eliseo.

I due leader hanno parlato telefonicamente martedì pomeriggio, senza superare le loro divergenze.

La Merkel insiste sull’ortodossia fiscale, mentre Sarkozy invoca una solidarietà finanziaria tra i paesi europei.

Indipendentemente dal veicolo,  Banca Centrale Europea (BCE), euro-obbligazioni (per mutualizzare il debito europeo) o reale rafforzamento del fondo europeo di stabilità finanziaria. Questo disaccordo complica i preparativi del Consiglio europeo dell’8 e 9 dicembre a Bruxelles, quando invece Sarkozy e Merkel si sono impegnati a formulare proposte per allora.

“ è in gioco la sopravvivenza della zona euro. Non stiamo andando abbastanza in fretta, perché la crisi galoppa.  I tedeschi non vogliono mai colpire abbastanza forte e abbastanza presto!” ci si lamenta a Parigi.

A Berlino ci si rifiuta di cedere all’”isteria” dei mercati e di far pagare i contribuenti tedeschi senza clausola di controllo sui governi lassisti. Parigi è preoccupata di una Germania ossessionata dalle sue considerazioni di politica interna.

Una prima disputa riguarda il trasferimento di sovranità richiesta dalla Merkel per impostare una “unione di bilancio” . La Germania vuole irrobustire le sanzioni contro gli Stati poco virtuosi e mettere al centro del gioco la Commissione Europea , il cui presidente sarebbe eletto, dotandolo di poteri aggiuntivi.

Sarebbe ancora accettabile per la Francia, che però rifiuta di acconsentire ad un’altra richiesta tedesca: quella di trascinare uno Stato davanti alla Corte di giustizia europea se non ha rispettato il patto di stabilità. “ Delegare la gestione del bilancio alla Commissione o alla Corte di giustizia pone un problema per le nostre democrazie” afferma un consigliere di Sarkozy “La sfida è quella di introdurre delle sanzioni automatiche senza rompere le istituzioni democratiche nazionali e senza mandare le popolazioni in corto circuito “

Un’europa del diritto

Di fronte a questa Europa del diritto e delle regole, Sarkozy difende un’Europa politica, dove le decisioni sono prese dai capi di Stato e di governo dell’eurozona – che mantengono il loro potere di veto – e poi convalidate dai Parlamenti nazionali.  Parigi ha almeno un punto di accordo con Berlino: nessuno vuole far giocare al Parlamento Europeo il ruolo di controllore finanziario.

Di fronte a questa “super Maastricht” tedesca, Parigi vuole un meccanismo di solidarietà.  Sarkozy non ha rinunciato a fare della BCE  il prestatore di ultima istanza degli Stati in difficoltà.

Contro il parere di Berlino, che vede in questo una violazione dei trattati. Per consentire alla BCE di soccorrere gli Stati in difficoltà, senza essere accusata di dirimere le controversie tra Germania e partner politici, Sarkozy e Merkel hanno convenuto di non parlare più pubblicamente della BCE.

Anche la questione delle euro-obbligazioni divide le due capitali. Merkel rifiuta un’unione di trasferimenti finanziari versati dalla Germania. I francesi la considerano una soluzione a lungo termine, in cambio delle richieste finanziarie  tedesche.

Infine, la Merkel vuole lanciare una riforma dei trattati a 27, all’inizio di gennaio. In caso di impasse, Sarkozy è favorevole ad un trattato ad hoc tra gli Stati dell’eurozona. Questa opzione spaventa il Regno Unito, fuori dall’euro, ma anche la Germania e il Benelux, i quali vogliono mettere le istituzioni europee al centro del governo economico. Nella peggiore delle ipotesi, Sarkozy sta considerando un accordo franco-tedesco, aperto ai Paesi disponibili, per organizzare la convergenza tra i due pesi massimi dell’eurozona.

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Written by pierpaolocaserta

dicembre 2, 2011 a 10:13 am

Pubblicato su Francia, Germania, Le Monde

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