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Il Brasile si pone alla guida del tentativo di impedire una nuova, insensata guerra

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Un approccio non muscolare alle relazioni internazionali è possibile, la dimostrazione viene dal Brasile. Articolo di Mark Weisbrot su Folha de São Paulo del 1 marzo, che propongo nella mia traduzione dall’inglese (ppc)

Il ministro degli esteri brasiliano, Antonio Patriota, ha rilasciato una dichiarazione coraggiosa e molto importante, la scorsa settimana, circa la minaccia crescente di un attacco militare contro l’Iran. Ha chiesto al segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon di soppesare la legittimità delle minacce agitate di un attacco militare contro l’Iran.

“Si sente a volte l’espressione ‘tutte le opzioni sono sul tavolo.’ Tuttavia, alcune azioni sono contrarie al diritto internazionale “, ha dichiarato Patriota. Tra coloro i quali continuano a ripetere che “tutte le opzioni sono sul tavolo,” con riferimento all’Iran, vi sono vari funzionari americani e israeliani e, soprattutto, lo stesso Presidente Obama.
E tutti sanno che cosa si intende quando si dice che  “tutte le opzioni sono sul tavolo”: significa che ci si riserva il “diritto” di bombardare l’Iran se non si ottiene ciò che si vuole per vie non militari, comprese le sanzioni economiche.

Ma una simile azione sarebbe davvero “contraria al diritto”, come suggerisce Patriota. In realtà, è un crimine molto grave ai sensi del diritto internazionale, e una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite (articolo 2). Anche la minaccia di usare la forza militare contro un altro Stato membro delle Nazioni Unite – come hanno fatto il Presidente Obama e il governo israeliano – costituisce una violazione della Carta delle Nazioni Unite.

Qui negli Stati Uniti, i media, specialmente i maggiori media televisivi e radiofonici con l’audience più vasto – hanno reiterato la propaganda di guerra contro la “minaccia” proveniente dall’Iran, producendo virtualmente una riedizione della fase di preparazione dell’invasione dell’Iraq nel 2003. Il Congresso degli Stati Uniti, guidato dai neoconservatori e dalla lobby (israeliana) AIPAC, ha esercitato pressioni per ridimensionare le soluzioni diplomatiche. Una risoluzione attualmente all’esame del Senato degli Stati Uniti incoraggia l’azione militare contro l’Iran per il solo fatto che avrebbe la “capacità” di produrre un’arma nucleare – quando  il Brasile, l’Argentina, il Giappone ed altri paesi che perseguono programmi energetici pacifici hanno già tale capacità.

E tutto questo nonostante l’Iran sia in conformità del trattato di non proliferazione nucleare,comprese le ispezioni richieste, e non abbia mostrato alcuna intenzione di violare il trattato. Inoltre, il parere condiviso delle sedici agenzie di intelligence americane, come ha riferito sabato il New York Times, è che “non ci sono prove concrete che l’Iran abbia deciso di costruire una bomba nucleare”.
È di vitale importanza che le nazioni che hanno interesse a mantenere la pace, in un mondo governato secondo i trattati internazionali e mediante l’uso della diplomazia – piuttosto che con la forza – facciano sentire la loro voce, come ha fatto il Brasile, prima che abbia inizio una guerra.

Le affermazioni di Patriota sono di fondamentale importanza. C’è ancora molto da fare. Il Brasile potrebbe lavorare con il gruppo dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) ed UNASUR (Unione delle Nazioni Sudamericane) per ottenere ulteriori dichiarazioni ed impegni. Questi gruppi, e i paesi membri che li formano, possono rilasciare dichiarazioni su come reagirebbero nell’eventualità che uno Stato sferrasse un attacco militare non provocato contro l’Iran. Per esempio, potrebbero impegnarsi a richiamare i loro ambasciatori da tale paese; a rompere le relazioni diplomatiche, o a rivedere le loro relazioni commerciali, con la possibilità di sanzioni economiche specifiche.

È un impegno che vale la pena di assumersi, per evitare l’ennesima guerra non necessarie con le sue inevitabili atrocità

Foto: Reuters. Versione in inglese dalla quale ho effettuato la traduzione:

http://www.commondreams.org/view/2012/03/01-5

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Written by pierpaolocaserta

marzo 3, 2012 a 5:32 pm

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