STAMPA ESTERA blog

Tradurre e, traducendo, conoscere

Imu e Chiesa: un commento del settimanale americano TIME

leave a comment »

Imu e Chiesa. Anche fuori dall’Italia, chi ha seguito la questione con attenzione non può fare a meno di notare che il provvedimento in esame non ha, in senso stretto, nulla di innovativo, e che non sembra toccare scuole, ospedali ecc. gestiti dalla Chiesa cattolica. Ciò che è tangibile è, sicuramente, un passo deciso verso una maggior trasparenza.

Insomma, cambiare non molto, semmai qualcosina, con sobrietà. E non sarà questo, in fondo, il marchio montiano?

Tra i vari commenti della stampa estera sull’argomento, ho tradotto alcuni passaggi significativi di un articolo del settimanale americano TIME, che mi sembra proponga un’analisi molto centrata (ppc)

Nella maggior parte dei casi i media hanno presentato la nuova, controversa legge che ha iniziato il suo iter parlamentare in Italia, come una misura che segnerebbe un momento di rottura ‘alla Nixon’*. Ci voleva un primo ministro come Mario Monti, viene da pensare, che non è solo un cattolico praticante, ma anche diplomato presso una scuola gesuita, per assumersi il compito di far pagare alla Chiesa cattolica l’imposta sulle sue proprietà immobiliari ad uso commerciale.

Tuttavia, la proposta di legge introduce in realtà ben poco di nuovo nel quadro giuridico esistente. Benché l’attuale legislazione sia confusa da molti punti di vista, una cosa è chiara: le organizzazioni religiose sono tenute a pagare le imposte sulla proprietà adibite a fini commerciali almeno dal 2005, quando la Corte suprema italiana ha emesso una sentenza in tal senso. Il problema è che, mentre la legge è sulla carta, non è sempre agevole capire cosa è e cosa non è una proprietà ad uso commerciale. La proposta di Monti non sconvolge lo status quo – si limita a rafforzarlo, a ripulire il linguaggio legislativo e ad eliminare le zone d’ombra

(…) In base alla proposta di Monti, la Chiesa cattolica continuerà ad essere tenuta a pagare le tasse sulla proprietà utilizzate per attività lucrative. I monasteri trasformati in alberghi sarebbero soggetti alle medesime imposte dell’hotel accanto. Nei casi in cui l’uso sia misto – un edificio all’interno del quale si trovi, per esempio, una cappella, un piano dove vivono le suore e un paio di piani con camere affittate ai turisti – solo la parte adibita all’attività commerciale sarebbe soggetta all’imposta. Edifici adibiti ad uso religioso o che ospitino attività  no profit, come ad esempio scuole, ospedali e case per anziani, rimarrebbero esenti.

È sull’ultimo punto che esiste una sostanziale disaccordo di fondo. Il Partito Radicale ha intenzione di votare contro la proposta di Monti, sulla base della convinzione che non si spinga abbastanza lontano. In un paese dove l’applicazione della legge è già piuttosto permissiva, molti sono preoccupati che tali esenzioni possano lasciare aperture abbastanza ampie da permettere il passaggio di un cammello e, in ogni caso, continuare a conferire a scuole ed ospedali gestiti dalla chiesa Cattolica privilegi dei quali i loro concorrenti privati non godono. I difensori della Chiesa rispondono che senza l’esenzione fiscale sulle proprietà, centinaia di piccole scuole private ed associazioni di beneficienza andrebbero in rovina.

(…) C’è un punto sul quale la legge, che si applicherebbe a tutte le organizzazioni senza scopo di lucro, e dunque non solo alla Chiesa cattolica, potrebbe fare la differenza. Le entità che richiedono di essere esentate dall’imposta sarebbero tenute a dichiarare quali porzioni dei loro edifici vengono utilizzate a scopo commerciale, fornendo così allo Stato, per la prima volta, un elenco che i suoi funzionari possono controllare. Questo tipo di trasparenza è qualcosa che nessuno può contestare.

Articolo originale: “In cash-strapped Italy, Vatican pushed to pay more taxes“, Stephan Faris su TIME dell’1/3/2012

 
*L’espressione nel testo originale “Nixon-to-China moment”, usata nel giornalismo americano, trae origine dalla famosa apertura di Nixon alla Cina, tanto più clamorosa perché contravveniva al precedente orientamento del Presidente, oltre che della politica americana in generale. L’espressione, pertanto, indica l’azione di un politico che si configura come un chiaro momento di rottura, anche rispetto alle proprie stesse convinzioni.
Annunci

Written by pierpaolocaserta

marzo 6, 2012 a 2:03 pm

Pubblicato su Italia, TIME

Tagged with , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: