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Nella visita del papa in Messico, il pastorale è politico

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Fonte: The New York Times, 24 marzo 2012.

di Damen Cave

(Con il contributo di Karla Zabludovsky e Rachel Donadio)

LEÓN, Messico – Papa Benedetto XVI si è incontrato con il presidente Felipe Calderón sabato sera, per quella che è stata descritta dal Vaticano come una visita di cortesia nell’ambito di un un viaggio squisitamente pastorale in Messico e a Cuba.

Ma i commenti sulla violenza in Messico e sul comunismo a Cuba avevano già reso evidente che il papa non ha intenzione di rinunciare alla possibilità di esercitare un’influenza politica. Specialmente qui in Messico, gli osservatori politici fanno notare da mesi che la tempistica del suo arrivo – 14 settimane prima delle elezioni presidenziali – conferisce alla visita un significato politico, con un obiettivo di parte: rafforzare il conservatore Partito d’azione nazionale del presidente Calderón, noto come PAN , proprio mentre la campagnia elettora entra nel vivo.

“Non è una visita pastorale, è una visita elettoralistica per sostenere il PAN”, ha dichiarato Aridjis Homero, il più noto poeta messicano. “Benedetto XVI non visiterà città come Ciudad Juárez,” la metropoli di frontiera scossa dalla violenza. “Se fosse una visita spirituale, sarebbe andato nei luoghi che hanno davvero bisogno della sua presenza e del suo ministero”.

Potrebbe non essere così semplice. Papa Benedetto XVI ha 84 anni, e nessun papa prima di lui ha viaggiato così lontano da Roma, in un’età così avanzata. Il papa ha  parlato della lotta contro la violenza in Messico durante il viaggio in aereo che da Roma lo ha portato qui, stigmatizzando l’”idolatria del denaro” che conduce i giovani all vita criminale.
Al suo arrivo in aeroporto, rilasciando alcune breve dichiarazioni, ha aggiunto di aver rivolto una preghiera “per coloro che soffrono a causa di antiche e nuove rivalità, risentimenti e forme di violenza”

Eppure, l’approccio del papa – che inquadra la violenza in Messico nella cornice di una mancanza della morale individuale – collima perfettamente con quella del presidente Calderón, un devoto cattolico. Questo messaggio, a quanto sostengono gli esperti, contribuirà a spostare il dibattito lontano dalla politica, e con esso le proteste per il modo in cui l’amministrazione Calderón ha gestito la lotta contro i cartelli della droga, che dalla fine del 2006 ha causato 50.000 morti.

Anche il presidente Calderón ha fatto la sua parte. Dando il benevenuto al papa in aeroporto, venerdì, ha negato ogni responsabilità del suo governo per problemi quali la corruzione, sottolineando che il Messico ha sofferto “momenti difficili e decisivi,” e “momenti di grande tribolazione”, in quanto la criminalità organizzata e il “male” hanno cercato di rovinare il paese.

Il risultato, finora, è che, mentre tutti e tre i candidati presidenziali hanno confermato la loro partecipazione alla messa del papa di domenica a León, la scelta dei tempi da parte del papa, le sue dichiarazioni e la scelta del luogo – una roccaforte conservatrice e cattolica – hanno messo in chiaro che la naturale controparte, per il Vaticano, è il partito di Calderón.

“Il partito più vicino al Vaticano, al papa e alla religione cattolica è il PAN”, ha dichiarato Gabriel Guerra, un analista politico e consulente di clienti appartenuti a tutti e tre i principali partiti politici del Messico. “Sono loro che hanno di più da guadagnarne”

Gli esperti sostengono, inoltre, che la Chiesa ha interesse a che il PAN resti al potere. Il partito è stato fondato da cattolici conservatori, e da quando ha ottentuo la presidenza nel 2000, ponendo fine a 71 anni di governo del Partito Rivoluzionario Istituzionale, i funzionari del PAN e i leader cattolici hanno fatto affidamento gli uni sugli altri per affermare il punto di vista conservatore sulle questioni sociali. Oltre a ciò, La Chiesa ha trovato utile appoggiarsi al PAN nella sua spinta in direzione di una maggiore libertà di aggiungere l’educazione religiosa nelle scuole pubbliche.

Ma questo stretto legame non è esente da rischi politici. I messicani sono abituati ad una rigorosa separazione tra Chiesa e Stato: “Non mischiare con la politica” è un ritornello comune anche tra i più religiosi. Forse proprio perché consapevole di questi rischi, Calderón non ha baciato l’anello papale quando i due si sono incontrati, evitando così il tradizionale saluto che i cattolici rivolgono al papa, e scegliendo un gesto meno deferente. Nei giorni conclusivi del viaggio, il balletto tra il papa e il PAN continuerà, verosimilmente, a distanza di sicurezza, con occasionali sovrapposzioni.

“Se il PAN dà l’impressione di essere troppo vicino al papa, considerando la sua storia e dove il papa è diretto, potrebbe apparire un atteggiamento troppo netto “, ha dichiarato il reverendo Joseph Palacios, professore di sociologia alla Georgetown University, la cui attività di ricerca si è concentrata sulla chiesa messicana. “Questa è l’ironia. Se la Chiesa apparte troppo impegnata in politica, perde perde molta della credibilità e della fiducia di cui gode. ”

Articolo originale qui.

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Written by pierpaolocaserta

marzo 25, 2012 a 8:36 pm

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