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Pegida: l’odio nel cuore dell’Europa

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Nato in Germania nel 2014, Pegida, movimento di estrema destra ed anti-islamico, si è propagato nell’Europa occidentale al punto che gli organizzatori hanno in programma manifestazioni in Svizzera, Spagna e Belgio. Lo scorso 2 febbraio, Pegida ha organizzato una manifestazione a Vienna, ma nel centro della città si è trovata di fronte l’opposizione degli attivisti anti-fascisti. Nonostante l’imponente dispiegamento di forze di polizia, la tensione tra i due gruppi è salita.

 La protesta anti-islamica in Germania

Dall’inizio di ottobre, ogni lunedì, a Dresda, in Germania, manifestanti si sono riversati nelle strade uniti sotto l’insegna dei “Patrioti europei contro l’islamizzazione dell’Occidente” (PEGIDA). Ad ottobre, i manifestanti erano non più di 350, ma il numero è andato crescendo di settimana in settimana, fino a toccare il 12 gennaio quota 25.000.

Fino a pochissimo tempo fa gli attivisti di Pegida si erano per lo più rifiutati di parlare con i media, accusati di manipolarne il messaggio. Le manifestazioni anti-islamiche stanno guadagnando consenso in Germania sull’onda degli attentati omicidi a ‘Charlie Hebdo’.

Pegida sbarca in Inghilterra

Il 28 febbraio Pegida è sbarcata nel Regno Unito per manifestare contro l’Islam. VICE News è andata a vedere riportando una testimonianza eloquente.

In mezzo alla folla, un uomo con la testa rasata e tatuaggi neri sulla fronte e intorno agli occhi mostrava orgogliosamente un grande striscione con la scritta “NO MORE MOSQUES.”

Attorno a lui, di fronte ad un palco improvvisato, c’erano quasi trecento persone, per lo più uomini e di mezza età — con l’Union Jack o la bandiera con la croce rossa e bianca di San Giorgio. Ma si trovava anche dell’altro: una donna statuaria con due bulldog inglesi; un giovanotto con gli occhi spalancati che stringeva in mano una bottiglia vuota; un uomo con un elmo dipinto a mano sul quale erano disegnati una svastica e un pentagramma; due uomini con le bandiere di Israele che dicono a VICE: “Andatevene… nazisti!”

E c’erano, ovviamente, i poliziotti: a gruppi, vestiti di giallo fluorescente, hanno circondato il perimetro — per separare i manifestanti dai circa 2.000 contro-manifestanti ammassati appena un centinaio di metri più in là.

E così, sabato [28 febbraio] si è svolta la prima manifestazione di Pegida in Inghilterra. Il gruppo organizzatore è una diramazione britannica del movimento tedesco, Pegida, che sta per “Patrioti europei contro l’islamizzazione dell’Occidente” — e che, al suo apice, ha raccolto circa 25.000 persone nelle marce anti-islamiche per le vie di Dresda, suscitando l’ira del cancelliere tedesco Angela Merkel, che le ha definite “colme di pregiudizi, cinismo, e odio.”

Ultimamente, il movimento è in leggero calo, i numeri ristagnano. Il suo leader Lutz Bachman è stato costretto a dimettersi a seguito della diffusione su internet di una foto che lo ritraeva vestito da Adolf Hitler, anche se è stato reintegrato un mese dopo. In compenso, sull’onda emotiva degli attentati terroristici del 7 gennaio a Parigi, quando i jihadisti hanno ucciso complessivamente 17 persone, tra i membri della redazione di Charlie Hebdo e le vittime nel supermercato ebraico, sono spuntati piccoli gruppi di emulatori.

Il ramo inglese di Pegida: l’immigrazione? Pulizia etnica nei confronti degli inglesi

Il ramo britannico di Pegida si è dato appuntamento a Newcastle, nella regione nord-orientale dell’Inghilterra, dove un vento gelido sferzava le strade ordinate.

“Siamo qui perché nessun altro tra quelli che dovrebbero occuparsi dei problemi di questo Paese ne parla” – ha dichiarato Paul Weston, principiale portavoce del partito di estrema destra Liberty GB, che ha definito l’immigrazione come “pulizia etnica nei confronti degli inglesi” — nonostante la moglie sia di origine romena. Sabato, Weston ha messo in guardia contro il rischio che i musulmani possano fomentare una “occupazione” dell’Inghilterra.

“È esattamente quello che faranno se ce ne staremo qui a non far nulla”, ha aggiunto, “Dobbiamo reagire.”

[…] C’erano state molte rassicurazioni che i sostenitori del ramo britannico di Pegida “non sono razzisti” e “hanno amici musulmani.”

Poi le cose hanno preso tutt’altra piega. Due uomini con la bandiera con la simil-svastica di Alba Dorata hanno violato il perimetro della polizia. C’è stato un tafferuglio. I poliziotti si sono mossi fronteggiati da un manipolo di muscolosi sostenitori di Pegida. “State per farvi male” – ha ringhiato un manifestante, spintonando un cameraman di VICE News. […]

Alcune ore prima, VICE News aveva incontrato Emma Scott e Marion Rogers, organizzatrici di Pegida Regno Unito. Sedute su una panchina di legno, nei pressi dell’ancora tranquilla location della manifestazione, le due avevano descritto Pegida come “una campagna di sensibilizzazione.” Rogers, che indossa degli orecchini a cerchio scintillanti e porta un rossetto rosso scuro, racconta di essersi impegnata attraverso i social media — perché teme “il terrorismo e l’estremismo” e la preoccupa la possibilità che l’Inghilterra possa presto soccombere alla sharia islamica.

Ma lo crede davvero?

“Certo!” sbotta Rogers, menzionando due episodi che hanno rafforzato la sua convinzione: l’assassinio, nel 2013, del soldato britannico Lee Rigby ad opera di due cristiani nigeriani convertiti all’Islam, e quella volta che, a suo dire, ebbe un diverbio, a Londra, a proposito del suo cane, con un gruppo di uomini del Bangladesh che le avrebbero detto: “Qui i cani non sono i benvenuti. Ai musulmani non piacciono.”

Rogers vede un futuro nel quale l’Islam radicale ha preso piede in Inghilterra dando libero corso ai fenomeni “delle bambine-spose, della poligamia… dell’oppressione delle donne. Insomma, non vorrai mica indossare il burka?”

Vicino a lei, Scott, piccina ed esile, annuiva in silenzio. Interrogata a proposito della bandiera di San Giorgio che aveva appuntata sul bavero, risponde stizzita: “Sono inglese. Questa è la mia bandiera. Non penso di essere razzista per il fatto che sono inglese.”

Entrambe le donne accusano i media di rappresentare i sostenitori di Pegida Regno Unito come ignoranti e razzisti ed entrambe ci tengono a precisare che non tutti i musulmani sono cattivi e che hanno amici musulmani.

È, questa, la narrazione standard di molte filiali di Pegida in Europa, che si sforzano di promuovere una versione adatta alle famiglie del sentimento anti-islamico ed anti-immigrazione — e di distinguersi dai più rozzi movimenti di piazza del passato in stile hooligans. Tuttavia, spesso tale distinzione è più semantica che sostanziale.

——

Fonte: VICE News (vari articoli)
In particolare: The Pegida movement comes to the UK to rally against Islam, di Katie Angelhart su VICE News

Foto: Andy Hayward

Link all’articolo originale:
https://news.vice.com/article/the-pegida-movement-comes-to-the-uk-to-rally-against-islam

Written by pierpaolocaserta

marzo 4, 2015 a 4:09 pm

Pubblicato su xenofobia

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