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Syriza può ancora farcela – malgrado i funzionari europei che mirano al suo fallimento

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“I funzionari europei che non vedono l’ora di sbarazzarsi di Syriza dovrebbero rendersi conto che alternative ben peggiori attendono dietro le quinte.”

Maria Margaronis | The Nation

7 aprile 2015

Il primo ministro greco Alexis Tsipras è oggi [8 aprile] a Mosca per discutere del prezzo del gas, di commercio e di investimenti con Vladimir Putin; il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, nel frattempo, è appena ripartito da Washington, dove ha rassicurato Christine Lagarde (FMI) sul fatto che la Grecia effettuerà domani il rimborso previsto e le ha illustrato le riforme proposte dal governo guidato da Syriza. Una compensazione equilibrata, si sarebbe tentati di dire al di fuori dei confini dell’UE: un ragionevole bilanciamento del rischio in un momento critico per la Grecia. Eppure, a dar retta alla stampa anglofona si sarebbe dovuto credere che il governo greco fosse sull’orlo del default per il prestito del FMI, pronto a stampare dracme ed indire elezioni anticipate, infischiandosene dell’Europa e vendendo l’anima a Putin per un pugno di rubli.

Le negoziazioni della Grecia con i suoi creditori, finalizzate a sbloccare prestiti per 7,2 miliardi di Euro, sono avvolte da una cappa di disinformazione. Se non otterrà tale credito, il governo resterà probabilmente a corto di liquidità nel giro di qualche settimana (mesi al più tardi—nemmeno questo è chiaro). Un articolo sul Financial Times del 5 aprile, basandosi quasi interamente su citazioni anonime di “importanti funzionari” e ministri delle Finanze dell’Eurozona, suggeriva che si potrà raggiungere un’intesa solo se Syriza scaricherà i suoi deputati di sinistra, che sono stati eletti, per formare un governo di coalizione con due partiti di centro-sinistra: lo screditato Pasok e la nuova formazione Potami. Tre giorni prima, sul Daily Telegraph il giornalista euroscettico Ambrose Evans-Pritchard citava fonti generiche “vicine a Syriza” per sostenere che la Grecia fosse sul punto di nazionalizzare il sistema bancario e introdurre una valuta parallela. Questa disinformazione è digerita e rilanciata dalle televisioni private greche, da scribacchini e da politicanti, con il risultato di diffondere confusione e sfiducia, minacciando le già traballanti negoziazioni, il governo guidato da Syriza e quel che rimane della coesione dell’Europa.

Della proposta presentata da Syriza all’Eurogruppo, un documento di 26 pagine fatto trapelare dal Financial Times, sì e no se ne parla. Eppure il testo merita di essere letto. La sezione più ampia, sulla tassazione, illustra in che modo il governo intenda incrementare i suoi introiti ed intervenire contro l’evasione fiscale; sebbene i dati possano essere ottimistici, il documento rappresenta un buon inizio. Nel capitolo relativo alla riforma del mercato del lavoro le tesi economiche sono formulate pacatamente contro l’austerità, argomentando che la crescita richiede retribuzioni eque e la tutela dei diritti dei lavoratori […].

I non meglio precisati funzionari europei che non vedono l’ora di sbarazzarsi di Syriza dovrebbero rendersi conto che alternative ben peggiori attendono dietro le quinte.

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Link all’articolo originale:
http://m.thenation.com/blog/203793-syriza-still-has-chance-succeed-if-eu-doesnt-sabotage-it-first

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Written by pierpaolocaserta

aprile 9, 2015 at 8:40 am

Grillo aveva rivendicato la presunta affinità con Syriza, ma Tsipras lo incasella insieme a Marine Le Pen.

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Dopo la vittoria, il 25 gennaio scorso, di Syriza in Grecia, Grillo si era affrettato a sottolineare la presunta affinità tra il M5S e Syriza, spingendosi addirittura ad affermare (o meglio, millantare) il ruolo “decisivo” che il M5S avrebbe svolto nell’affermazione di Syriza. Ma come la vede Tsipras? Cosa pensa di Grillo? Un passaggio della recente intervista che il primo ministro greco ha rilasciato al settimanale tedesco “Der Spiegel” risulta decisamente chiarificatore:

TSIPRAS: “L’Europa si trova davanti a un bivio: o si tiene conto delle esigenze dei popoli mediterranei, che hanno sofferto molto a causa dell’austerità, e si corregge la rotta – oppure si reagisce in modo arrogante e punitivo. E, se è questo che accadrà, la Grecia, gradualmente, soffocherà. Questo, però, non rappresenterebbe più un pericolo solo economico, ma anche politico.”

SPIEGEL: “Per chi?”

TSIPRAS: “Nell’Europa meridionale, il crescente movimento civile che chiede un cambiamento, prenderebbe a quel punto una decisa piega anti-europeista. Punendo Syriza in Grecia, non si arresta il dinamismo di Podemos in Spagna – piuttosto lo si costringe a diventare anti-europeista. Così facendo, si rafforza Beppe Grillo in Italia, Marine Le Pen in Francia — ed anche gli oppositori dell’Unione europea come Nigel Farage in Inghilterra ne saranno molto, molto contenti”.

Potrebbe essere più chiaro di così? Tsipras, lungi dal riconoscere una qualsiasi affinità con Grillo, come quest’ultimo pretende, sembra incasellarlo tranquillamente insieme a Marine Le Pen.

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L’intervista concessa da Alexis Tsipras a Der Spiegel, nella traduzione inglese:
http://www.spiegel.de/international/europe/spiegel-interview-with-greek-prime-minister-tsipras-a-1022156.html

Written by pierpaolocaserta

marzo 7, 2015 at 6:01 pm

Pubblicato su Der Spiegel

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