STAMPA ESTERA blog

Tradurre e, traducendo, conoscere

Posts Tagged ‘Trump

Su Gerusalemme Trump sta commettendo un grave errore

leave a comment »

Hanan Ashrawi su The New York Times, 07/12/2017

Il presidente Trump ha annunciato mercoledì che la sua amministrazione attuerà una svolta radicale rispetto agli ultimi circa 70 anni di politiche ufficiali degli Stati Uniti e nei coronti della comunità internazionale, riconoscendo Gerusalemme come capitale di Israele.

La decisione sarà interpretata dai palestinesi, dagli arabi e dal resto del mondo come una seria provocazione, con danno irreparabile per i progetti di pace in Medio Oriente dello stesso Trump e per gli sforzi di ogni futura amministrazione. Ne risulterà compromessa anche la sicurezza degli Stati Uniti. Il presidente dovrebbe immediatamente ritornare sui suoi passi. (…) Con il suo annuncio di mercoledì, Trump ha legittimato le azioni illegali di Israele, mandando il messaggio che gli Stati Uniti non hanno più rispetto per gli accordi e le regole internazionali e che la forza e il potere prevalgono sulla giustizia e sulla legge.
(…) Forse ciò non deve suonare sorprendente. Gli esponenti del governo di estrema destra israeliano salutarono con entusiasmo l’elezione di Trump, convinti di ottenere carta bianca per accelerare l’espansione degli insediamenti.

Con il suo annuncio di mercoledì, Trump ha legittimato le azioni illegali di Israele, mandando il messaggio che gli Stati Uniti non hanno più rispetto per gli accordi e le regole internazionali e che la forza e il potere prevalgono sulla giustizia e sulla legge.

La scelta di Trump di affidare a suo genero, Jared Kushner, il compito di guidare gli sforzi dell’amministrazione per il processo di pace israelo-palestinese e la nomina di David Friedman come ambasciatore in Israele, entrambi legati al movimento coloniale israeliano, ha fornito un ulteriore incoraggiamento ai coloni e ai loro sostenitori nel governo del primo ministro Benjamin Netanyahu. E in effetti, negli ultimi anni Israele ha esteso i suoi insediamenti.

Premiando le sue pretese su Gerusalemme con il riconoscimento ufficiale, Trump sta dando a Israele mano libera per accelerare le sue striscianti politiche di annessione dei territori palestinesi occupati e il suo deliberato tentativo di cancellare la presenza storica, politica, culturale e demografico dei palestinesi nella Palestina storica.

Se oggi gli Stati Uniti hanno messo il timbro dell’ufficialità sull’annessione di Gerusalemme, perché mai la destra israeliana non dovrebbe credere che domani potrà fare lo stesso per altri territori?

Come conseguenza, le autorità israeliane saranno incoraggiate ad intensificare le violazioni dei diritti dei palestinesi nella città; più case palestinesi saranno distrutte e più famiglie palestinesi rimarranno senza casa. (Secondo le Nazioni Unite, da quando Israele ha occupato Gerusalemme est, nel 1967, le autorità israeliane avrebbero distrutto circa 20.000 abitazioni palestinesi nella città.) Altra conseguenza sarà che un numero ancora maggiore di terre saranno sottratte per far posto agli insediamenti e che più palestinesi di Gerusalemme si vedranno revocato da Israele il loro diritto di risiedere nella città dove sono nati e cresciuti e dove ancora vivono le loro famiglie, come accaduto ad oltre 14.000 palestinesi dal 1967, secondo le associazioni per i diritti umani. E alimenterà ulteriori pretese da parte della destra israeliana, compresi esponenti del governo di Netanyahu, di annettere in tutto o in parte il West Bank: dopo tutto, se oggi gli Stati Uniti hanno messo il timbro dell’ufficialità sull’annessione di Gerusalemme, perché mai la destra israeliana non dovrebbe credere che domani potrà fare lo stesso per altri territori?

Inoltre, il riconoscimento degli Stati Uniti di Gerusalemme come parte di Israele potrebbe incoraggiare gli estremisti del messianesimo ebraico — che in alcuni casi sono sostenuti da membri del governo israeliano — che intendono costruire un tempio ebraico nella Spianata delle moschee, nella città vecchia di Gerusalemme est, uno dei siti religiosi più sensibili al mondo. Una simile decisione potrebbe facilmente infiammare il conflitto religioso nel Medio Oriente e oltre, con esiti impossibili da prevedere.

L’articolo originale si trova qui.

Annunci

Written by pierpaolocaserta

dicembre 8, 2017 at 8:33 pm

La magnitudine del clientelismo di Trump è fuori scala – persino per Washington

leave a comment »

Seppur incompleto, il governo del neoeletto presidente è già il più ricco di sempre.

Nomi Prins su The Nation, 9/12/2016

homepage-bg-tower

(…) È passato appena un mese dall’8 novembre ed è già chiaro (qualora non lo fosse già prima) che la retorica antisistema della campagna elettorale di Trump è stata la più grande truffa della sua carriera. E gli è riuscita alla perfezione. Come presidente designato e presto uomo alla guida del Paese, sta facendo quello che molti presidenti hanno fatto prima di lui: distribuire il potere tra amici e collaboratori che la pensano come lui, a fedelissimi se non —si pensi per esempio a John F. Kennedy — persino a familiari.
Ma esiste, qui, una rilevante differenza storica: la magnitudine del clientelismo di Trump è fuori scala, persino per Washington. Naturalmente, non è mai stato uno noto per fare le cose con discrezione. Così il suo governo, sebbene ancora incompleto, è già il più ricco di sempre. Ogni stima su quanto sarà ricco sfondato è quasi del tutto inutile a questo punto, anche perché non conosciamo nemmeno la vera entità della ricchezza di Trump (e con ogni probabilità non vedremo mai le sue dichiarazioni dei redditi).Con altri miliardari ancora in attesa sulla soglia della porta, le previsioni della ricchezza complessiva del presidente eletto e dei suoi nuovi membri del governo vanno dalla mia stima di circa 12 miliardi di dollari a 35. Nonostante il processo sia ancora incompleto, si riflette già in una ricchezza almeno quadrupla di quella della squadra di governo di Barack Obama.
La versione dell’establishment politico-finanziario messa insieme da Trump sarà tenuta insieme da certi schemi comportamentali nati dalle relazioni tra pari per status, estrazione, posizione sociale, numero di connessioni e la verificata fedeltà al dogma dell’esaltazione di se stessi che metterà in ombra qualunque altra cosa. Nel regno del potere politico-finanziario e nell’esperienza e nell’ideologia di Trump vince sempre quello che ha più giocattoli. Nessuna sorpresa, dunque, se un governo che ruota attorno al denaro e al potere non si concentrerà sul servizio pubblico, sull’interesse nazionale o sul dovere civico, ma sul consolidamento degli interessi della grande industria e del settore privato a discapito della collettività. (…)

Link all’articolo originale

Written by pierpaolocaserta

dicembre 9, 2016 at 9:13 pm

Pubblicato su Stati Uniti, The Nation

Tagged with

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: